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sabato 29 marzo 2025

Recensione: La bibliotecaria che inciampò in un omicidio (e forse trovò l'amore) di Helen Cox

Finalmente, sono riuscita a mettere le mani su un libro che volevo leggere da mesi, la bibliotecaria che inciampò in un omicidio e forse trovò l'amore, di Helen Cox.

Quarta di copertina:

È una giornata perfettamente normale per Kitt Hartley, bibliotecaria all'Università di York: tè, silenzio e libri in particolare, libri gialli, i suoi preferiti. Kitt sa tutto dei più famosi detective della storia, e conosce a menadito le trame dei più grandi scrittori. Ma la quiete di quel mattino è destinata a durare poco... Senza preavviso, si presenta da lei un poliziotto: l'ispettore Halloran. La migliore amica di Kitt, Evie Bowes, è accusata dell'omicidio del suo ex fidanzato, trovato morto con una stilografica conficcata all'altezza del cuore. Tutte le prove sono contro di lei... Ma Kitt conosce bene Evie: è matematicamente impossibile che abbia ucciso qualcuno, men che meno il povero Owen. Così, sfidando l'irritazione del fascinoso Halloran, decide di indagare lei stessa, forte dei libri che ha letto e con l'aiuto dell'eccentrica assistente Grace e di alcuni abituali frequentatori della biblioteca. Fino a rendersi conto che l'assassino è là fuori, e in una cittadina piccola come York nessuno è davvero al sicuro.




"La bibliotecaria che inciampò in un omicidio (e forse trovò l'amore)" mi ha, ovviamente, colpita a cominciare dal titolo. Me la sono immaginata subito, la protagonista, una di quelle bibliotecarie giovani, ma che sembrano già avanti con l'età per colpa di un abbigliamento un po' vintage, un po' polveroso, che inciampa in un cadavere e in un investigatore ricco di fascino.
Ecco, già dal titolo, vi figurate tutto il romanzo.

Kitt Hartley, è davvero una bibliotecaria trentenne, con un'insana passione per il tè Lady Grey e i vestiti di seconda mano, ma sobri. Per non dire noiosi.
Non inciampa in un cadavere, ma viene raggiunta dalla polizia, per fornire un alibi alla sua migliore amica, Evie, il cui ex è stato trovato morto, con una penna stilografica conficcata nel cuore.

Quando i sospetti dell'ispettore Halloran ricadono su Evie, Kitt non può restare in silenzio. La difesa dell'amica si trasforma ben presto in un'investigazione indipendente, tra hotel di lusso, teatri e i vicoli bui di York. Halloran e Kitt si incroceranno spesso, faranno baruffa per non intralciarsi a vicenda, mentre sono sulle tracce di uno spietato assassino. E l'attrazione potrebbe essere una distrazione letale..

Questo è un cozy crime, al femminile, da leggere bevendo un tè agli agrumi, magari in una giornata di pioggia.
Kitt è un personaggio testardo, a volte indisponente, che fa fatica a restare zitta persino con la sua direttrice. Ma è anche coraggiosa e pronta a dare tutto pur di salvare le persone a cui è legata. L'autrice ha lasciato cadere qua e là briciole di mistero sul suo passato, probabilmente perché questo è il primo romanzo di una serie, già ben avviata all'estero.

In effetti, si sente che è un romanzo un po' datato. Mi sono accorta leggendo che si insisteva molto sull'utilizzo di Facebook, durante le indagini, ma niente sugli altri social, e anche altri riferimenti temporali mi sembravano strani. Ho scoperto che la prima edizione è del 2004, malgrado sia uscito in Italia appena l'anno scorso!

I personaggi mi sono piaciuti molto, soprattutto la gang della biblioteca, con un'assistente vivace e Ruby, un'anziana che millanta visioni soprannaturali (sempre sbagliate). L'ispettore Halloran è davvero molto accattivante. Virile, deciso, acuto. Parla poco ma, quando lo fa, sa essere incisivo.
Ho apprezzato anche il suo legame con Kitt, che cresce gradualmente.

Il neo, per me, è stato lo stile. Non so perché ma in alcune descrizioni scivola nel melenso o nel forzatamente evocativo (gli occhi sono sempre uguali al colore di un cielo in tempesta o il profumo che ricorda un pomeriggio d'estate). Tanto che ho capito chi fosse il colpevole dal tipo di descrizione fornita, al momento di presentare il personaggio!

Insomma, è stata una lettura d'intrattenimento, malgrado ci siano delle incongruenze o delle ingenuità nell'investigazione, nella seconda metà smaniavo per capire cosa ci fosse dietro i crimini e se le mie impressioni fossero giuste.
Inoltre, la biblioteca, la città di York e la relazione tra Kitt e il detective sarebbero degli ingredienti perfetti per una serie tv!
Sono curiosa di sapere se Piemme prevede di portare in Italia le prossime avventure di Kitt Hartley.

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