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domenica 16 marzo 2025

Ti racconto il FRI - Festival Romance Italiano

Il 15 marzo si è tenuto a Milano il FRI, festival romance italiano, ideato da Lidia Otelli e organizzato in collaborazione con Kinetic Vibe. Vi racconto la mia esperienza.


Sono sincera, mi interfacciavo a questa edizione del FRI con un po' di diffidenza. L'anno scorso ho rischiato il collasso, per la troppa affluenza in uno spazio limitato. I corridoi erano troppo stretti e si soffriva la calca, soprattutto dopo più di un'ora di fila all'esterno.
Quest'anno, per fortuna, la location è cambiata: il super studio maxi è uno spazio fieristico più accogliente e, decisamente più arioso. Mi ha ricordato i padiglioni del SalTo.
Si poteva camminare per i corridoi guardando liberamente gli stand da entrambi i lati, senza andare a sbattere contro qualcuno o dover continuamente chiedere permesso.


Aver posizionato le autrici con gli slot (quelle che avevano le file per il firmacopie) ai lati della sala è stata una mossa molto intelligente, perché ha evitato che le code coprissero tutte le altre scrittrici. Ho adorato girovagare per il centro della sala alla scoperta di nuove firme e nuove case editrici.
L'unica nota negativa era la segnaletica: le indicazioni dei corridoi, miseri fogli A4 posizionati sulle colonne, erano insufficienti e, come ogni anno, manca il numero dello stand.
Spero che l'organizzazione migliori in questo senso, perché in una fiera grande si ha bisogno di orientarsi velocemente.

Malgrado il FRI sia una festival della letteratura romantica ho difficoltà a percepirlo come una fiera editoriale, per me è una grande rimpatriata con amiche che non vedo da tempo. Ho adorato poter riabbracciare le mie ex colleghe di Triskell (editore presente in fiera), Patrizia Ines Roggero ora self e Laura Castellani, nuova autrice di Delrai Edizioni.
Ma ho rincontrato anche tantissime autrici della comunità rosa di facebook, molte delle quali hanno scelto il self dopo anni nell'editoria tradizionale (come Raffaella Poggi o Elena TD), o che si sono reinventate esse stesse editrici e curatrici di collane editoriali (come Linda Bertasi).


Ho adocchiato anche nuove case editrici, davvero interessanti, come la Cocktail e Altre voci; mentre sono una conferma More Stories e Land Editore.
Vorrei spendere due parole proprio sulla Land, che si è trovata senza i libri da vendere, per colpa di inadempienze del corriere. Ho sentito diverse autrici lamentarsi di disguidi nei giorni immediatamente precedenti alla fiera e alcune nella stessa situazione dell'editore.
Posso solo immaginare la frustrazione e la rabbia per la situazione incresciosa e il danno economico derivante dagli investimenti senza ritorno. A loro va tutta la mia solidarietà.

Un'altra cosa che mi piace del FRI è la varietà di figure professionali che si ritrovano all'interno della fiera. Non ci sono solo scrittrici, ma anche editor, grafiche e creatrici di gadget. Questo perché c'è la consapevolezza che molte lettrici, come me, sono anche autrici a loro volta e viene data l'opportunità di arricchire la propria rete di contatti.

Insomma, il Fri è sempre una bella esperienza, perché raccoglie centinaia di persone unite dalla stessa passione e consente di riabbracciare amiche lontane o conoscere più autrici stimate in una sola volta.
Soprattutto, è piacevole quando c'è una location adatta all'affluenza, perché davvero l'anno scorso sembrava di stare agli hunger games, in certi momenti.

Ho sentito diverse critiche alla gestione degli slot, ma non mi pronuncio perché non avevo prenotazioni e mi sono concentrata sulle autrici senza firme da prenotare. E, per me, è stata la scelta giusta.

Se già vi manca il FRI o non avete avuto la possibilità di andare, vi ricordo il prossimo appuntamento per le lettrici di romanzi rosa: il Romance Book Party a Napoli, il primo giugno.





 











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