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venerdì 18 aprile 2025

Recensione: Dammi mille baci di Tillie Cole

Oggi parliamo di Dammi mille baci di Tillie Cole. Cercherò di non fare spoiler, ma qualcosa tra le righe potrebbe trapelare.
Per me una recensione non facile, per voi un'unica avvertenza: preparate i fazzoletti!



Quarta di Copertina:

Poppy Litcheld ha solo nove anni quando si lancia nell'avventura più grande della sua vita, collezionare mille baci capaci di farle scoppiare il cuore. Il suo vicino di casa e migliore amico è il perfetto compagno per quest'avventura. Poppy ha tutto quello che potrebbe desiderare: gioia, risate, baci da togliere il fiato, e il vero amore. Ma crescere è difficile e l'amore può non essere in grado di superare tutti gli ostacoli... Quando il diciassettenne Rune Kristiansen torna nella tranquilla cittadina della Georgia in cui ha abitato da bambino, ha in mente solo una cosa. Scoprire il motivo che ha spinto la sua inseparabile amica d'infanzia a escluderlo dalla sua vita senza una parola di spiegazione. Ma il suo cuore potrebbe rompersi di nuovo... Un bacio dura un attimo. Ma mille baci possono durare un'eternità.



Ogni generazione ha un sick romance, un romanzo d'amore in cui è centrale il tema della malattia.
Quasi crudelmente, i protagonisti sono di solito giovanissimi, come ne I passi dell'amore o Colpa delle stelle.
Dammi mille baci non fa eccezione, racconta in maniera semplice un argomento toccante e complicato.

Tillie Cole ci presenta i protagonisti ancora bambini, a soli cinque anni, quando si scambiano una prima stretta di mano fangosa, un gesto che suggellerà un legame indissolubile per il resto della vita.
Poppy è un personaggio a cui è difficile non voler bene. Il suo entusiasmo per la vita è contagioso, ed è l'elemento più prezioso del romanzo, ciò che dà significato allo scorrere del romanzo.
Poppy cresce mantenendo la gioia dell'infanzia, gode delle piccole cose, di un'alba perfetta o di un albero in fiore. Sceglie di guardare sempre al bello, lasciando l'oscurità al di fuori del proprio cuore. Sceglie di essere felice, a dispetto di tutto, persino delle svolte più crudeli del destino.

Rune ha un carattere più complesso, spigoloso e ombroso. Diventa un adolescente preda della rabbia, focalizzato su ciò che gli viene tolto, che non perdona facilmente. Eppure, l'ho amato per la vulnerabilità che trapela dietro l'ira. L'ho compreso nel suo essere amareggiato e l'ho apprezzato nei piccoli passi che compie per permettere alla luminosità di Poppy di sconfiggere le tenebre che si porta dentro.

Dammi mille baci racconta la malattia, una diagnosi terminale.
Qualcosa di profondamente ingiusto e difficile da accettare, ma lo fa con delicatezza e soprattutto con fede.
Ne ho parlato con l'autrice durante il suo firmacopie a Napoli. In Poppy c'è una grandissima positività spirituale, che le viene trasmessa dalla fede. Lei sceglie di credere che ci sia un senso dietro ciò che le sta capitando, che la vita sia una grande e bellissima avventura, dopo la quale si torna a casa, al posto a cui siamo sempre appartenuti, in cui verremo accolti in pace.
E l'unica cosa che possiamo fare, è scegliere come riempire i nostri giorni. Per questo lei sceglie la felicità. Sceglie di riempire il tempo che le viene concesso con i baci di Rune, con la musica, con il sole sul viso.
Mi sono commossa nel vedere il modo in cui Rune la appoggia in questo cammino, cercando di regalarle ancora più sogni, ancora più momenti da "far scoppiare il cuore". Anche se il suo istinto sarebbe quello di piegarsi sotto il peso del dolore e della rabbia, si sforza per scegliere la felicità, come fa Poppy.
E grazie, grazie a lei, anche lui impara di nuovo ad assaporare la vita. A non smarrirla in pensieri bui e solitudine.

Non è un romanzo perfetto.
L'inizio mi ha messa a dura prova, perché ci sono pagine in cui i bambini sembrano già adolescenti e non li trovavo affatto coerenti. Anche lo stile a tratti è davvero stucchevole. E l'epilogo (non quello bonus) cerco con tutta me stessa di dimenticarlo perché, per me, rappresenta una scelta narrativa davvero brutta.
Devo riconoscergli, però, che mi ha emozionata. Ho pianto, mi sono arrabbiata, mi sono commossa.
Ma, soprattutto, credo che tutti i difetti, siano superati dal messaggio che lancia il romanzo: non sprecare nemmeno un giorno della propria vita, cercare di goderne al massimo, di focalizzarsi su ciò che amiamo, a partire dalle cose semplici.
Certo, può sembrare retorico o semplicistico, ma può anche aiutare a riflettere, nei momenti in cui sentiamo di scivolare verso la tristezza.

I sick romance continuano a non essere il mio genere, ma sento che, nel suo essere fuori dalla mia comfort zone,  Dammi mille baci mi ha lasciato qualcosa di prezioso.

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