Sono una lettrice curiosa, abituata ad andare oltre le nuove uscite e a scavare tra i titoli più vecchi.
Il fuori catalogo è una maledizione in parte sconfitta dalla lettura digitale, ma ritrovare certi volumi tra gli scaffali delle librerie è impagabile.
Longanesi riporta alla ribalta la serie di Bernard Cornwell dedicata al ciclo arturiano.
Per la prima volta in Italia viene rispettata anche la divisione dei volumi originali, che compongono una trilogia.
Il secondo volume: Il condottiero di Camelot.
Quarta di copertina:
Il re guerriero ha instaurato la pace. Ma quanto durerà? In seguito a una cruenta battaglia da cui è uscito vincitore, Artù sembra aver finalmente unito l'intera Britannia in un solo regno. Il nemico dichiarato del suo esercito adesso è rappresentato dai sassoni che minacciano il Paese. Nel frattempo Merlino dà inizio alla ricerca dei sacri tesori del dio Bel, in grado di infondere in Artù la forza degli antichi dei della Britannia in vista di un'ultima, decisiva battaglia. L'impresa è ardua e la pace conquistata a fatica si rivela fragile: tra gli alleati emergono pericolose rivalità che potrebbero sgretolare il sottile equilibrio imposto dal leggendario guerriero, mentre gli uomini che gli sono più vicini sembrano sul punto di tradirlo. Assediato dai nemici, Artù dovrà ancora una volta dare prova della sua forza e del suo coraggio per realizzare il sogno dell'idilliaca Camelot.
Con il secondo episodio della saga di Excalibur dopo "Il re d'inverno", il maestro del romanzo storico Bernard Cornwell riscrive la leggenda arturiana intrecciando sapientemente mito, storia e battaglie spettacolari.
La serie dovrebbe proseguire con l'ultimo volume Excalibur.

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